Un Museo a cielo aperto per Palazzolo Acreide e il suo territorio

Le grotticelle

grotticelle

Le grotticelle le guardi dalla rocca di Acre, sono lì da sempre, le guardavano anche i Greci dalla porta Selinuntina, sapore di eternità nel meriggio assolato e stanco di agosto, quando le stoppie gialle e l’arsura riempiono tutto il catino dell’Anapo.

Non c’è un filo d’erba d’intorno, ma solo cespugli spinosi sempreverdi che si sono adattati da secoli ad un clima torrido d’estate e gelido d’inverno.

Solamente un soffio di vento, un alito appena che porta il volo di pochi uccelli.

Città dei morti, in alto, sul cocuzzolo, la pietra grigia levigata dal vento, rugosa di anni e di misteri.

Il tramonto all’orizzonte la vela di luce pacata, la notte la popola di presenze invisibili che dimorano nell’ aria da sempre.

È sacro questo luogo, custodiva oggetti preziosi, le fibule che avevano ornato il flamen rosso della sposa, i suoi anelli, le sue armille, gli ornamenti che l’avevano fatta bella per il suo sposo.

E poi le vivande, scendeva la sera in città, un sacro convito tra dei che agli occhi dell’uomo non è dato vedere.

Quando la primavera comincia a brillare di colori, la Pinita si sveglia…anch’essa si riveste di vita.

Gli asfodeli fioriscono tra le crepe delle rocce, i fiori bianchi si levano al cielo, non muore mai una città dei morti, se i vivi li amano e li sentono accanto nel cuore.

Ha anche la sua primavera d’amore, diversa dalle altre terrene, silenziosa, il canto degli uccelli la sfiora appena, il grido dei bambini è lontano, le sue strade silenziose nessuno le percorre, appartengono ad altri.

Eppure uno Spirito grande aleggia nell’aria, tu senti di non essere solo, non fantasmi, né incantesimi che atterrivano i bambini dalle Mammelle di Lamia, il dialogo muto e discreto con anime che cercano i vivi.

E tu sai che è sacro quel luogo, nessuno lo avrebbe dovuto violare, che strano vedere gli anelli della sposa in una teca di cristallo, il diadema del giorno più bello senza i suoi riccioli di fuoco.

Ma è vicina al suo sposo, insieme potranno sfidare il silenzio del tempo, né caldo, né freddo mai li toccherà, non servono più belletti e gioielli, non vesti pregiate di porpora, l’Amore che è oltre la morte consola le anime tristi.