Un Museo a cielo aperto per Palazzolo Acreide e il suo territorio

LA NOSTRA VILLA COMUNALE – TERZA PUNTATA

Solo nel 1884 il mezzobusto del monumento al barone Vincenzo Messina fu commissionato allo scultore palermitano Domenico Costantino. In data 21 agosto 1884 il Consiglio Comunale di Palazzolo deliberava la spesa necessaria per la realizzazione del mezzobusto, comprensivo di piedistallo.

2)
21 agosto 1884
Spesa per l’impianto ed altro del mezzobusto di marmo del defunto barone Bibbia
«Trattandosi di un’opera fatta alla memoria di un fratello, Messina [Guglielmo Messina fratello del barone] esibendo solo la fattura della stessa, limitatamente al trasporto del mezzo busto da Palermo a Siracusa,incarica l’assessore Curcio a riferirla;
Curcio alla sua volta manifesta al consiglio che contrattata, per mezzo del Principe Fitalia, allo scultore Costantino da Palermo la esecuzione del mezzo busto e del piedistallo corrispondente, la spesa aumentò a £ 1465, oltre il trasporto in lire 278.
Dal Consiglio intanto essendo stata prevista nel triennio esercizio 1880 £ 1500, più attesa l’urgenza per il pagamento del trasporto, avendo il sindaco prelevato sulle somme a sua disposizione £ 200, bisogna che il Consiglio provveda per la differenza in £ 78.


Dovendosi eseguire l’impianto, pur come fu disposto, alla Villa, fu d’uopo anche che il Consiglio assegni un fondo di previsione per tale spesa, che ritiene non ecceda le £ 500. Fa presenta al Consiglio che lo scultore, cui si sono mosse delle lagnanze per la poca simiglianza, è disposto a venire qui per ritrarlo senza alcun altro corrispettivo che quello dello alloggio, del viaggio e del mantenimento.
Dietro chiarimenti chiesti ed operazioni fatte dal sig, Sotto Prefetto, il consiglio, coll’astensione del consigliere barone Bibbia, ad unanimità delibera provvedersi come provvede alla maggiore spesa di già fatta in £ 78 che saranno prelevate in quanto a £ 29.80 dal fondo residui passivi digià rimaste sulle £ 1500 ed il di più in £ 48.20 dall’art. 85 bilancio e esercizio corrente.
Delibera del pari facultarsi la giunta ad eseguire la spesa per lo impianto del mezzobusto alla Villa Pubblica, conforme a come è stato disposto […]».
[Archivio storico del Comune di Palazzolo, Consiglio, vol. 1879-1885, p. 249] [foto archivio cons. com.le., 853).

Problema risolto?

Macché: due anni dopo si discute ancora del Mezzobusto al barone (c’era qualcosa che non andava):

3)
10 ottobre 1886
«Sotto la presidenza del sig. Zocco Salvatore sindaco, si è riunito il Consiglio Comunale in corso della pria seduta ordinaria per proseguire l’ordine del giorno.
Presenti i consiglieri: Zocco Salvatore sindaco, cav. Salvatore Bongiorno, notar Francesco Italia, Sebastiano Musso, Faustino Infantino, Cappellani Luigi, Sardo Vito, Messina Salvatore, sac. Pizzo Salvatore, don Nicolò Messina, Nicolino Ferla, Infantino Paolo, Cappellani Iudica Salvatore, Tranchina Zirone Paolo, Calleri Carmelo, Messina Mazzarella Santo.
1) Per il proseguo del mausoleo impiantato nella villa al defunto bar.ne Bibbia. Il proponente dr. Messina desidera anzitutto chiarimenti dalla presidenza del perché non sia stata eseguita la deliberazione consiliare 21 agosto 1884 presa con l’intervento del sig. sottoprefetto. La presidenza risponde che dietro i deplorevoli fatti del 9 agosto[1884] i partiti si accentuarono in tal guisa per questo la giunta ha creduto prudenza di iniziarsi prontamente all’impianto della base del mezzo busto, tralasciando questo nel dubbio di poter essere sfregiato.


In questo punto è intervenuto il consigliere Bordieri.
In seguito a che il Messina … disse concordando i pregi dell’estinto sotto il triplice aspetto dell’azione, della mente e del cuore, a suffragar la prima si ferma sui fatti della Guardia Nazionale, della Commissione contro il brigantaggio, di cui il barone ne fu presidente, della spedizione a Cassaro per sedare i tumulti, dell’impianto del Teatro d’ornamenti e decoro del nostro Paese e della Villa pubblica dove miseramente perì. Per la elevatezza del suo ingegno interloquisce sulle poesie di lui, sul poema dato alla luce “L’Adelasia” per giudizi di qualche insigne letterato, sulle conferenze per il sistema metrico decimale, sull’impianto dell’Accademia del Progresso che tanto lustro diede in Italia al nostro paese. E qui anche si forma a dir qualche parola d’encomio per l’esimio segretario di un tal sodalizio pur esso defunto. Come uomo di …rileva qualche fatto della rivoluzione del 1848, di qualche onesta operato e di qualche generosità usata, Sotto ogni riflesso … essere debito di gratitudine dire che venga onorata la memoria dell’estinto, dal paese in servizio del quale morì. Non lascia di fare qualche confronto con altri mausolei eretti nella villa Bellini in Catania.


Discutendo poi dei possibili sospetti cui alludeva la Presidenza osserva che il Barone Bibbia il 9 agosto non era più. E qui domanda cosa fece di male al Paese? Accenna invece gli onori resi da ogni ceto indistintamente alla sua morte, fra cui ricorda gli elogi funebri di qualche consigliere presente in tali fatti dovessero appieno quale linea di condotta si era tracciata quell’uomo di fronte ai partiti locali, forse perché compiva appieno lo andamento della cosa pubblica sotto l’amministrazione del fratello. Il consiglio dato ai figli nel suo testamento di non inserirsi nei partiti, abbastanza confermano l’assunto di non contristare i morti parce sepulto [da poco sepolti].
Conchiude perciò che venga il mezzo busto eretto e farne caldo appello alla lealtà del Sindaco e del cav. Bongiorno che intervennero in quella seduta del 21 agosto 1884, e votarono unanimemente con gli altri la spesa per lo impianto.
Il consigliere invero osserva non trattarsi d’altro nel caso in specie che di semplice esecuzione del deliberato consiliare 21 agosto 1884, e come tale non può essere oggi chiamato il Consiglio ad una votazione se debba proseguirsi o non l’impianto del mezzo busto, dovendosi in tal caso mettere all’ordine del giorno la revoca del deliberato consiliare. Accusa una sua qual pregiudiziale in tal senso.


Il consigliere Cappellani prende la parola per la forma soltanto della deliberazione sostenendo che il Consiglio dovrà prendere … esser chiamato a pronunziarsi se debba mandarsi ad esecuzione o non quel deliberato.
Bordieri dice esser d’accordo con Messina sulle idee da lui svolte in ordine ai meriti del barone Bibbia, sulla forma del deliberato osserva non sembrargli punto corretto che su due piedi e senza essere all’ordine del giorno s’invochi una deliberazione già presa, perché a ciò indurbida il concetto quante volte dal patrocinante sig. Cappellani. É di avviso invece che si metta ai voti il seguente ordine del giorno. Invitarsi il Consiglio a deliberare se debba proseguirsi l’impianto del mausoleo, ovvero sospendersi. Cappellani replica osservando che qualunque siasi il concetto della nuova deliberazione implicitamente è come una conseguenza logica si viene sempre a revocare e modificare la deliberazione precedente. Con qualche esempio chiarisce le sue idee.
Bordieri sostiene l’ordine del giorno proposto dimostrando anche che votandosi diversamente ne seguirebbe la mostruosità di rimanere impiantata la sola base senza saper che farne.
Il consigliere Sardo a vista degli equivoci sorti nel modo di votare la proposta è di avviso rimandarsi la la mozione ad altra seduta.


Miano ad amalgamare ogni divergenza propone di pregarsi il sig. Sindaco acciò in esecuzione del deliberato consiliare 21 agosto 1884 dia compimento al mausoleo eretto al barone Bibbia.
Messina accetta la proposta Miano.
Chiusa la discussione il sindaco chiama il consiglio a votare per alzata e seduta se debba proseguirsi o sospendersi l’impianto del mezzo busto, dichiarando che chi è per il proseguimento si alzi. Solo sei essendosi alzati e undici rimasti seduti a maggioranza il Consiglio delibera di sospendere i lavori».
[Archivio storico del Comune di Palazzolo, Consiglio, vol.1886-1891, p. 249]

NELLA PROSSIMA PUNTATA: IL CONFLITTO “POLITICO”