Un Museo a cielo aperto per Palazzolo Acreide e il suo territorio

LA NOSTRA VILLA COMUNALE – SETTIMA PUNTATA

IL PARCO DELLA RIMEMBRANZA
La proposta di creare in tutti i centri abitati d’Italia un Parco o un Viale della Rimembranza, per ricordare e onorare i caduti della prima guerra mondiale, fu lanciata nel 1922 da Dario Lupi, sottosegretario alla Pubblica Istruzione.
Il 27 dicembre 1922 il Ministero della Pubblica Istruzione inviò a tutti i regi Provveditori agli Studi una lettera circolare con la quale veniva richiesto:
«[…] che le scolaresche d’Italia si facciano iniziatrici di una idea nobilissima e pietosa: quella di creare in ogni città, in ogni paese, in ogni borgata, la Strada o il Parco della Rimembranza. Per ogni caduto nella grande guerra, dovrà essere piantato un albero; gli alberi varieranno a seconda della regione, del clima, dell’altitudine […]».
Successivamente, il 21 marzo del 1926, con legge n. 559, i Viali e i Parchi della Rimembranza furono dichiarati pubblici monumenti: «[…] i Viali e i Parchi della Rimembranza, dedicati, nei diversi Comuni del Regno, ai caduti nella guerra 1915-1918 e alle vittime fasciste, sono pubblici monumenti […]».
Anche Palazzolo istituì un Parco delle Rimembranze. Nel 1937 infatti si prevede una spesa per impianto di pali nel viale per sostenere gli alberi di leccio piantati per onorare i caduti della 1a guerra mondiale. La delibera fu resa esecutiva dal Prefetto di Siracusa il 7 gennaio 1938. Una chiara testimonianza dell’istituzione è una foto-cartolina viaggiata degli anni Trenta e la delibera podestarile, che qui si trascrive:

«Palazzolo 4 dicembre 1937,
Il sig. Paolo Messina Politi, podestà del Comune, assistito dal segretario com.le sig. Domenico Ridolfo,
DELIBERA
in 4° luogo vista la nota n° 4 dell’8 novembre 1937 della ditta Paolo Costa e figli per n° 30 pali in abete di metri 6×6 pitturato ad olio per il Parco della rimembranza del prezzo di £ 5 ciascuno e per un ammontare complessivo di £ 150. Vista la dichiarazione del Comandante dei Vigili Urbani per la veridicità della fornitura delibera farsi mandato di £ 150 alla ditta Paolo Costa e figli, per la causale suindicata, prelevando l’ammontare dall’art. 58 “Spese per la villa comunale”».
[Archivio Storico del Comune di Palazzolo Acreide, Delibera del Podestà, 1935-1838, pp. 348-349]

A questa segue la deliberazione podestarile del 29 aprile 1938, che precede quella della nomina a giardiniere del Di Pietro avvenuta nel 1940, assai interessante perché … ma leggete:

«In 3° luogo: nomina provvisoria di un aiutante giardiniere per la Villa Comunale in persona di Di Pietro Sebastiano. Ritenuto in seguito alla sistemazione e trasformazione del Giardino Pubblico, non essendo sufficiente l’opera del giardiniere titolare, data la rilevante estensione del Giardino e dell’annesso PARCO DELLA RIMEMBRANZA, il numero elevato delle piante e delle aiuole da coltivare, la importanza dei viali da mantenere sempre in ottimo stato, si rende assolutamente indispensabile far coadiuvare il giardiniere da un esperto aiutante, altrimenti il Giardino Pubblico ricadrà nel precedente abbandono, restando frustrata la dispendiosa opera di sistemazione eseguita.
Ritenuto che il sig. Di Pietro Sebastiano di Sebastiano ha dato ottima prova di capacità in questi ultimi mesi, essendo stato verbalmente assunto a tale servizio in data del 1° febbraio c. a.
Delibera
di affidare a Di Pietro Sebastiano di Sebastiano l’incarico di aiutante giardiniere, col compenso lordo di £ 180 mensili da 1° febbraio e da prelevarsi dal bilancio 1938 art. 95: “Spesa straordinaria per sistemazione del giardino pubblico”, salvo impinguamento».
[Archivio Storico del Comune di Palazzolo Acreide, Delibera del Podestà, 1838-1942]

Così termina questa breve storia della nostra Villa. Tante altre notizie ci sono da raccogliere. Il tempo e la reclusione non consentono ulteriori approfondimenti. Spero comunque di aver reso un buon servizio alla nostra Comunità e chiedo scusa per errori e manchevolezze.
Un appello comunque voglio fare:
RISPETTIAMO IL NOSTRO GIARDINO PUBBLICO ESSO E’ CUSTODE DI MEMORIE ANTICHE, PRESENTI E FUTURE.

FINE

L’ultima foto ritrae, per chi non lo riconoscesse, l’autore (me ipsum) stanco ma soddisfatto.