pane di casa

Il pane di casa nella tradizione contadina e popolare

…quindi si chiude lo sportello e col pollice si traccia una crocetta innanzi alla bocca del forno… Il forno a legna nell’antica casa ri massaria e nelle classi popolari rappresentava lo strumento indispensabile per la sussistenza stessa della famiglia: era simbolo dell’ancestrale autosufficienza contadina e centro di gravità nei ceti meno abbienti.All’interno […]

bigne-cioccolato

Dolci di lusso

I bignè più grandi li faceva il pasticciere del Bar Sicilia. Erano grandi come una grande mano, coperti di glassa bianca e pieni di crema gialla, soffice come il burro. E quelli al cioccolato, dentro e fuori, si mangiavano prima con gli occhi. Il pasticciere veniva ogni giorno da Vizzini, […]

coltivazione canapa 1

Cannavusaru

di     Luigi Lombardo Se oggi domandassi a chiunque, anche gente esperta, storici o ricercatori, se conoscono la cannausa o cannabusa, o peggio ancora la cannavusata, penso che la maggior parte di questi alzerebbe le spalle e ammetterebbe di non averne sentito mai parlare. Ma non è colpa loro. In effetti questo particolare […]

indovina-ventura

Per le feste arriva ancora l’indovina-ventura col pappagallo

“…Ricchezze, onori, amore, proprio tutto quello che volete, non mancherà al più presto possibile di venire incontro alla vostra persona…” Nei primi di giugno mi trovavo a Bologna ad un tavolo del bar “Serendipity” per un aperitivo e per un po’ di refrigerio. Ed ecco che, come se fosse uscito […]

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Il Corso: le attività lavorative negli anni ‘50 -‘60 e dintorni (numeri civici pari)

…si poteva trovare uno di tutto: zucchero a pezzi, scampoli di tela, posate, mutande, essenze per liquori, lenzuola, batterie da cucina, reggipetti…  Negli anni ’50 – ’60 Palazzolo aveva il volto di un paese tranquillo, ordinato, pulito, popolato da gente serena, dignitosa, ricca di buon senso. Le strade erano piene […]

corso visto da san sebastiano

Il Corso: le attività lavorative negli anni ‘50 -‘60 e dintorni

IL CIVICO 13 OSPITAVA OCCASIONALMENTE SPETTACOLI E BALLETTI DI SCIANTOSE CHE FACEVANO DIVERTIRE ADULTI E VITELLONI… CONTINUIAMO CON IL COMPORRE IL FRASTAGLIATO MOSAICO (PROBABILMENTE NON SCEVRO DI INESATTEZZE) DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI E ARTIGIANALI RELATIVO AGLI ANNI ’50, ’60, UN’EPOCA CHE OGGI APPARE LONTANISSIMA, OBSOLETA, PER VIA DELLA RAPIDITÀ DEI CAMBIAMENTI […]

piazza del popolo palazzolo acreide

Piazza del Popolo: le attività lavorative negli anni ‘50 -‘60 e dintorni

La vita sociale, politica, religiosa, economica della comunità palazzolese ha trovato e trova nella Piazza e nel Corso i punti di riferimento privilegiati. Di tutti questi aspetti intendiamo trattare quello economico legato a quel microcosmo di negozi e botteghe operanti in questi due nuclei strategici della città. Per tentare di […]

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Memorie

I bambini hanno bisogno di calore umano, gli anziani abbiamo bisogno di amicizia, tutti abbiamo bisogno di amore. Il freddo e ‘ pungente, lo senti nelle ossa, il cielo grigio grigio senza sole, la natura si riposa, muore per rinascere. Così nella nostra fede, così nella nostra terra. Isola di […]

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Il Corso: salotto mondano di Palazzolo

Corso Vittorio Emanuele, vecchia materna strada con maliziosa curva lieve: l’antica insaziabile passeggiata di generazioni paesane: in aeternum! … Continuando, dopo il terremoto del 1693, la tendenza di sviluppo della città nel quartiere di S. Sebastiano, cioè in una zona più alta, nel nuovo centro incomincia a prendere fisionomia il […]

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Piazza del Popolo: cuore e luogo della memoria di Palazzolo

…mai una lite, una volgarità ch’io abbia visto: gente dritta, dignitosa, “luogo” dove si parla, ci si confronta civilmente…  PALAZZOLO. L’agorà, con tutt’intorno gli edifici pubblici più rappresentativi, era la piazza principale delle polis greche: lì avevano luogo le assemblee e gli incontri dei cittadini. L’agorà di Akrai, L. Bernabò […]

scopaio

U scuparu (Lo scopaio)

“..le curine, una volta raccolte, si mettono a seccare per un paio di mesi, per evitare che la scopa si possa allascari e conseguentemente si allenta l’incordatura. Le palmette esterne, scupazzi, prima di lavorarle, si mettono a mollo per un giorno per renderle meglio maneggevoli, meno iaspri (coriacee)” A Palazzolo la chiamavano a Calabrisa.  Andava in giro con un […]